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a cura di MARIA RICCA, giornalista*

PARLIAMO DI...

24/11/17

L'INTERVISTA - Viliana Cancellieri presenta "Romoletto Scuppetta", ritratto agrodolce dell'umanità che non si rassegna

Questa sera al Massimo di Benevento, ore 20,30

di Maria Ricca

BENEVENTO - Torna in scena oggi, con il consueto brio, la compagnia “AURI". 
Alle 20,30, al Massimo, Viliana Cancellieri è ancora regista ed autrice di una divertente ed irriverente messinscena, dai toni agrodolci. Per ridere, senza smettere di interrogarsi sulle questioni della vita.
- Come nasce il personaggio di “Romoletto Scuppetta”, protagonista dello spettacolo?
"Romoletto nasce dal desiderio di voler liberare la “rabbia”… quella rabbia che invade l’animo di chi è costretto a vivere in una SOCIETA' INGIUSTA eD INACCETTABILE. Ci hanno insegnato che è necessario “consumare” le nostre emozioni smussandole e domandole?! Ed ecco, allora, che Romoletto è la “rabbia domata” che diventa carne viva sulle tavole di un palco. E’ il figlio del “TEMPO MALINCONICO” di tutti noi; è il figlio della cultura e dei diritti negati; è l’uomo, dilaniato dal POTERE, che si offre “tragi/comicamente” allo spettatore. E’ la necessità di trovare “fughe”, speranze, motivazioni per affrontare la sofferenza e risollevare il capo. Romoletto è il protagonista di una fragile umanità che sta per perdersi ma che NON si rassegna a perdersi."
-    La scelta dei personaggi prevalentemente comici può essere letta con il desiderio di proporre un "messaggio" sorridendo?
"Sicuramente! Ogni risata deve essere (ed è!) un colpo di “frusta”! Dirlo con ironia, ferire con un sorriso, colpire senza armi, urlare con un sussurro è, secondo me, una potente arma. Ecco perché mi piace portare in scena personaggi “dal fare” scanzonato e scherzoso: sorridendo, ognuno di loro denuncia e racconta una realtà dai risvolti tragici."
-    Teatro tradizionale, comico o drammatico, o teatro moderno, fatto di monologhi, essenzialmente, come quello piú recentemente proposto soprattutto nei festival...Quale ritieni piú gradito al pubblico odierno e perché? Quale piú efficace?
"Amo ogni forma d’arte e ogni genere di Teatro ma so (per esperienza diretta!) che il pubblico, immerso in una quotidianità dolorosa e stressante, cerca rifugio nella risata per evadere, per rigenerasi e per liberarsi (anche se soloper un paio d’ore) dall’energia negativa accumulata. Ridere fa bene! Donata Francescano, autrice del libro “Ridere è una cosa seria”, afferma che “evadere ridendo dai toni grigi del quotidiano permette di deserializzare la propria esistenza, apportandovi dei mutamenti, facendovi riaffiorare la vitalità e i desideri sepolti dal dover essere”. Ben venga, dunque una sana (e sferzante!...) risata."
-    Quali iniziative per il prossimo futuro?
"Il futuro lasciamolo al futuro: viviamo l’oggi! E viviamolo a piene mani."

CABARET - "Sono confuso, ma ho le idee chiare": il comico Vincenzo Comunale al Magnifico Visbaal

di Emilio Spiniello

BENEVENTO - Pubblico sempre nuovo al Nuovo Magnifico Visbaal, in via Felice Fimbrio, per il terzo appuntamento della rassegna di cabaret “GioVediamoci”, curata da Giovanni Perfetto.
Ad accogliere l’ospite della serata il padrone di casa Peppe Fonzo e lo stesso Perfetto.
Tanta energia per il giovane comico napoletano Vincenzo Comunale, classe 1996, laureatosi da pochissimo in  “DAMS” e quindi – ha detto – “sono ufficialmente disoccupato”.
Il suo monologo “Sono confuso ma ho le idee chiare” ci propina l’ attualità, a volte assurda e già comica di per sé.
In primis la giusta ironia sul suo cognome.
I diversi stili di vita tra Napoli e  Roma, dove studia, ma le cose comuni in fondo sono davvero tante. Ci parla inoltre di quella che è la sua generazione tra delusioni, sorprese e modelli alquanto discutibili.
 La crisi finanziaria economica diviene “una questione di colori” e le dinamiche mondiali tra chi governa e chi ci rimette vengono riviste in modo semplice e comprensibile a tutti. Gli immancabili momenti sui paragoni e le abitudini del popolo napoletano.
“Io sono napoletano e non mi arrabbio se”, è un ‘odi et amo’ verso il proprio territorio e le potenzialità inespresse.
Dal mondo televisivo a quello delle pubblicità, passando per la religione e la politica, c’è tanto materiale su cui fare delle osservazioni comiche.
Reduce dal successo di “Zelig”,  la storica trasmissione comica di Canale 5,  il 21enne ha talento da vendere che lo porterà lontano.
Prossimi appuntamenti da segnare: 1 e 2 dicembre “Aspettando Medea” per la rassegna teatrale classica, mentre la comicità prosegue con il quarto ed ultimo spettacolo; stavolta tocca al comico Nando Varriale il 7 dicembre.

22/11/17

L'INTERVISTA - Mariella Perifano e le sue “donne” appassionate, fra normalità e surreale


“Woman”, tele in mostra dal 1 al 3 dicembre, alla Rocca dei Rettori


di Maria Ricca

BENEVENTO - “Woman”. Semplice e diretto l’appellativo, per indicare, con la forza della lingua moderna di riferimento universale, la compiutezza dell’ “eterno femminino”, un femminile profondo, fisso, saldo, non disgiunto dall’ amore totale per la vita e da quella spinta all'elevazione, ben raccontata dal mondo della cultura in senso lato.
Parte da qui la riflessione artistica di Mariella Perifano (nella foto), avvocato ed artista a tutto tondo, che il 1 dicembre, alla Rocca dei Rettori, in Benevento, inaugura la sua mostra
Woman”, appunto, ponendo ancora una volta le donne al centro del suo progetto artistico. “Una caratteristica – sottolinea la Perifano -  ribadita con convinzione,  perchè tutte le tele in mostra raffigurano donne. Donne in varie situazioni della vita quotidiana e rappresentate nei variegati stati d'animo che appartengono a ciascuno.”
Coloratissime sono le immagini, che proponi, in  particolare nei capelli, forse a simboleggiare la diversità di ciascuna di noi? L'abbigliamento è essenziale, a volte scompare. Qual è il senso che dai a questa rappresentazione del femminile?
“Le donne che raffiguro sono per lo più donne semplici ed essenziali. Quello che mi piace curare è il particolare, dal più insignificante a quello più evidente, proprio con la convinzione di rappresentare la normalità . I capelli delle mie donne sono volutamente "poco naturali" e tutti colorati e diversi. Gli abiti - a tratti di sapore antico - rievocano le sensazioni nostalgiche di un tempo trascorso. Se vogliamo, una normalità nel "surreale". Il senso profondo delle mie raffigurazioni è la ricerca di un ordine e di una compostezza dei gesti semplici“.
- Sei appassionata di pittura sin da ragazzina. Passi dalla  tecnica materica a quella figurativa. Qual è il senso di questo alternarsi di stili?
“Dipingo da quando avevo 13 anni. Dipingevo senza avere neanche il cavalletto, nei modi più improvvisati ed ovunque. Ho cominciato a sperimentare i colori in forma astratta. Dopo un percorso alla ricerca di qualcosa di indefinito (nel vero senso del termine) sono approdata al figurativo in modo naturale, sono andata nella direzione che più mi gratificava. Dopo qualche tempo ho sentito l'esigenza di sperimentare innesti materici e con essi ho scoperto un nuovo modo di raffigurare, decisamente più estemporaneo , immediato, di getto. Non trovo sia un'alternanza di stili, (materico e figurativo) quanto piuttosto un completamento, o, almeno, io lo avverto come tale.”
- Quanto porti della tua professione, in termini di emozioni, impressioni, gioie e dolori nella tua arte?
“Nelle mie tele porto tutto di me. Le mie donne sono prevalentemente "tristi", non sorridono, sono pensierose, a volte angosciate e, tuttavia, questi stati d'animo contrastano in modo evidente con i colori accesi, allegri e gioiosi. Ecco, questa sono io. Guardare le mie tele significa entrare nel mio mondo, nel mio animo. Della professione... porto la pignoleria, La ricerca del risultato, L'attenzione ai dettagli e la logica delle situazioni.”
- Prossime tappe? A cosa stai lavorando?
“Dopo la mostra forse mi riposo un pò, ma sul mio cavalletto già c'è la solita tela bianca con la quale ho cominciato ad "amoreggiare". Spero di conservare sempre lo stesso entusiasmo che mi pervade ogni volta che immagino e sogno prima di passare alla fase operativa e di riuscire a provare quelle emozioni - difficili da descrivere - ogni volta che resto sola con le mie tele. Ringrazio per la collaborazione a questo progetto  Alessandro Rillo, amico e collega, che mi ha aiutato ad allestire la mostra insieme  alla carissima amica Angela De Santis.


19/11/17

RECITAL - Mariano Rigillo, con Anna Teresa Rossini, per l'Accademia di S. Sofia declama Dante ed affascina il pubblico

di Maria Ricca

BENEVENTO - Grande suggestione, domenica 19 novembre, in Santa Sofia,  a Benevento per la delicata performance di Mariano Rigillo ed Anna Teresa Rossini, interpreti sensibili ed appassionati dei canti quinto, ventiseiesimo e trentaseiesimo dell' "Inferno" di Dante e del trentatreesimo del Paradiso. Commossi gli accenti e coinvolto il pubblico, soprattutto quando a due voci è rivissuto il dramma sempre attuale di Paolo e Francesca, gli amanti che non sanno resistere all'ardore della passione, inestinguibile come l'emozione provocata dalla sapiente lettura dei due attori, magnetici nel coinvolgere il pubblico. Molti gli applausi per la performance, nel raccolto ambiente di S. Sofia, fra luci soffuse e silenzi pieni di significato. Si trattava del nuovo appuntamento  della seconda edizione della rassegna “Santa Sofia in Santa Sofia”, promossa dall’Accademia di Santa Sofia di Benevento,  con la direzione artistica di Marcella Parziale.
La declamazione è stata sarà preceduta dalla conversazione storica a cura di Marcello Rotili,  che ha raccontato vicende e conseguenze dei due terremoti che colpirono Benevento, nel 989 e del 1125.



10/11/17

TEATRO - Lo "squilibrato" Dani Bra al Magnifico Visbaal per "GioVediamoci"

di Emilio Spiniello

BENEVENTO - Il comico romano, Danilo Brancato, in arte Dani Bra, ha tenuto il suo spettacolo dal vivo all’interno di “GioVediamoci”, la rassegna di cabaret diretta da Giovanni Perfetto, che si sta svolgendo al Magnifico Visbaal di Benevento. Il padrone di casa Peppe Fonzo e lo stesso Perfetto prima di lasciar spazio alle risate, hanno incuriosito i presenti ospitando “Mago G”, originario di Telese Terme. L’occasione, caratterizzata da qualche affabile gioco di magia, è stata utile per ricordare il “Gran Gala dell’Illusionismo”, in programma l’11 novembre prossimo al Teatro Massimo di Benevento.
“SquiliBRAto”, è il titolo dello show di Dani Bra. Monologhi incentrati sulle curiose e simpatiche dinamiche familiari, soprattutto di coppia con abitudini e costumi comuni a tutti.

Quasi compassione provata per il padre/marito che convive con tre donne dentro casa, e ancora diversi stacchi in musica per spezzare il ritmo. Spassosa la figura del “transenno logo”, l’anziano curioso che per lavoro “guarda chi lavora”. L’uomo sorveglia-cantieri, croce e delizia di ogni lavoro in corso che si può trovare in ogni parte d’Italia. Molto coinvolto il pubblico presente. Non è mancato il coinvolgimento del pubblico, generando complicità e partecipazione. Con dei versi di Trilussa si è chiusa la serata tra gli applausi. Prossimo appuntamento il 23 novembre con il giovane comico Vincenzo Comunale.

05/11/17

TEATRO - "Diamoci del Tè": rovina e fortuna della bevanda inglese al "Cilindro Nero"

di Emilio Spiniello

S. GIORGIO DEL SANNIO - “Diamoci del tè” scritto ed interpretato da Maria Elisa Barontini, con Valerio De Angelis ed Alessandro Giova, è andato in  scena a San Giorgio del Sannio, nell’ambito della terza rassegna teatrale “Al Cilindro Nero”, diretta da Angelo Sateriale. Sullo sfondo una famiglia benestante nell’Inghilterra del 1929. Un uomo d’affari in rovina, Lord Benjamin Bradshaw, alquanto goffo, il suo aiutante Matthew Higgins e la bella Lady Isabel ne combineranno delle belle. Una tisana particolare, il tè, è al centro di questa storia fatta di misteri e sorprese. Le mille varietà dell’infuso prendono per la gola il nostro Lord, il quale ha giurato al defunto fratello George di non bere mai più la gustosa bevanda, visto che è stata la causa della ricchezza perduta. Il tema dell’apparire sovrasta la pièce. Lord è astemio ed un uomo che non ha vizi viene visto male in “una società fatta di maschere”. Proprio per questa sua condizione, questo “difetto”, è stato ingannato dal nobile Lord Everton, che lo ha fatto ubriacare con del tè che in realtà era whisky.
Eppure la sorte cambia, quando dall’India arriva una strana lettera, utile per recuperare la fortuna smarrita. L’Iliade, il capolavoro di Omero, avrà un ruolo fondamentale per rimpossessarsi della ricchezza buttata all’aria in una notte passata in un club. Tra libri un po’ spinti, il Kamasutra, e prove ardue capaci di rallegrare una intera scena, la passione amorosa rinsalderà il legame tra il servo Higgins e la bella Isabel. La pregiata bevanda sarà nello stesso tempo rovina e fortuna di Bradshaw, per un finale lieto.
Prossimo appuntamento il 19 novembre, alle 18.00, con 'La Gioconda Chi', scritto e diretto da Mirko Di Martino, con Titti Nuzzolese.




TEATRO - "Fuje Filumena": una Marturano moderna e vendicativa al Magnifico Teatro

di Emilio Spiniello

BENEVENTO - Il capolavoro eduardiano rivisto al maschile in una produzione del Magnifico Visbaal Teatro di Benevento. In scena, nella sede di via Fimbrio, lo spettacolo “Fuje Filumena, degli eterni sospiri” di Peppe Fonzo, interpretato da Luigi Credendino. Una "donna" che nella sua vita ha conosciuto soltanto i maltrattamenti e i soprusi, in un ambiente familiare fatto di cattive maniere ed ignoranza. Un degrado morale e di vita, dove l’essere è annientato e si sente oppresso dal giudizio e dagli altri. "Lei" è un “femminiello” dei vicoli, che si mostra in tutta la sua stravaganza ed eccentricità. Racconta i terribili attimi in cui, ad appena 13 anni, subì un abuso e da quel momento entrò nel giro della prostituzione minorile. Era richiestissima da tanti clienti, anche quelli altolocati ed alcuni improbabili. Si innamorò di uno però, Domenico Rainoso, giovane aitante boss trentenne di Caivano, con dei modi di fare certamente poco dolci e gentili. Le notti di passioni si susseguono ed il legame, almeno da una parte, si consolida. Filumena impara a conoscerlo ed improvvisamente
scopre che il suo amato aspetta il terzo figlio, ma questo è troppo per lei. Una donna disperata, sentitasi tradita ed usata da quell’amore non corrisposto, da quell’uomo che la faceva sentire una cosa da usare e gettare, una semplice amante, “roba sua”. Arriva il momento della rabbia e del regolamento di conti. Ed è qui che scatta la vendetta quella più atroce, quella più infame, togliere l’amore e l’affetto dei figli ad un padre: stermina infatti i tre figli di Domenico. La vita poi cambia come le pagine del giornale su cui la notizia dell’uccisione era finita in prima pagina. Si rifà una vita, sposandosi con un pescivendolo di Casavatore, e da "donna umiliata" riacquista una serenità, forse apparente. Credendino tratteggia sapientemente le mosse di una "donna" fondamentalmente triste e non realizzata che cercava un riscatto almeno nell’amore, rivelatosi soltanto pura illusione. Prossimo appuntamento da segnare è per il 17 e 18 novembre prossimi, alle 21:00, con “Bestie Rare”, scritto e diretto da Angelo Colosimo. Invece la rassegna del cabaret “GioVediamoci” prosegue giovedì 9 novembre, sempre alle 21:00, stavolta con le risate di Dani Bra.

31/10/17

TEATRO - “Herbarie: le chiamavano Streghe”: la ricerca storica sulle erboriste di un tempo

di Emilio Spiniello




BENEVENTO - Al Piccolo Teatro Libertà di Benevento, nella notte del Sabba e di Halloween, in scena, dopo 27 repliche in giro per l’Italia, lo spettacolo “Herbarie: le chiamavano Streghe”.
La serata è stata promossa da CAAT (Cultura Arte Ambiente e Territorio) Benevento, in collaborazione con l’associazione “Io per Benevento”, retta da Giuseppe Schipani. Un progetto a cura di Anemofilia Teatro, con Laura Giallombardo, Manuela Tufariello, Giambattista Martino, Rossella Barrucci, per la regia di Silvia Pietrovanni.
Proprio quest’ultima ha spiegato la genesi: “Abbandonando il folklore della figura della strega, approfondiamo i saperi tramandati da queste donne che erano conosciute come herbarie, quelle che raccoglievano e manipolavano le erbe. Poi alcuni fatti le hanno messe in cattiva luce rispetto ai dotti dell’epoca.
L’herbaria era un vero punto di riferimento del popolo ed aveva un rapporto speciale con la natura”.
Erano le regine della cosiddetta medicina alternativa. I loro rimedi: natura ed erbe spontanee con i loro segreti terapeutici tramandati da madre in figlia, come accade per Mercuria, la nonna, e sua figlia Caterina, che a sua volta educa la giovane Lucia, tramite saggezza ed insegnamenti. Avevano a che fare con la gioia della vita e la tristezza della morte ed intervenivano anche per diminuire i dolori del parto, grazie alle loro cure naturali.
Appare la figura del medico o prete odierno, il physicus, l’inquisitore del tempo, la voce della scienza e della ragione che rigetta queste forme di credenza, fatte di fatture e maledizioni.
“Ogni filo d'erba ha la sua voce e la sua storia” ed infatti Mercuria invita “a chiedere il permesso prima di raccogliere un’erba”. Le bevande “consolatrici” vengono usate per evitare le conseguenze dell’inquisizione, a causa dell’accusa di stregoneria ed è qui che le herbarie dicono “ricordateci”.
Le musiche di Daniele Fusacchia, recentemente scomparso, sono state eseguite dal vivo da “Quinto Quarto Trio” , formato da Ernesto Ranfi, Luisa Pellegrini e Stefania Militello.


25/10/17

LIBRI - "Tra le mie Righe" del Gre approda nellla capitale, per il romanzo della scrittrice Elisabetta De Sio

Interventi dello psicologo Antonio Popolizio e dell'attore Claudio Lardo

di Gabriele Collarile
Tra Le Mie Righe da Nord a Sud è ideata, organizzata e diretta da me, con il coordinamento generale del dott. Gabriele Collarile, nonché vice presidente dell’Associazione ilGRE cultura&comunicazione di Benevento, che la promuove su tutto il territorio nazionale. La sua comunicazione è curata dall’Ufficio Stampa ilGRE.Prossimo appuntamento è per Venerdì 6 Ottobre 2017, alle ore 18:00, a Napoli, presso la Mondadori Mooks, in Piazza Vanvitelli 10/A, al Vomero, per presentare il nuovo romanzo della scrittrice partenopea Elisabetta De Sio. “Ho imparato a gestire la pioggia d’estate” è il titolo di quest’opera letteraria, edita da Europa Edizioni, che sta riscuotendo grande successo già dalla sua prima presentazione al pubblico, in occasione del primo incontro della Rassegna Tra Le Mie Righe da Nord a Sud, tenutosi il 24 giugno nel caratteristico Spazio Culturale Il Bibliofilo di San Giorgio del Sannio, in provincia di Benevento. Dunque, Venerdì 6 Ottobre p.v. saremo nella bellissima “Città del Sole”, Napoli, in una delle zone più eleganti del capoluogo: il Vomero, e in una delle più prestigiose location letterarie: la Mondadori Mooks.
Vi aspetto numerosissimi. Non mancate. ….e… terzo appuntamento, Venerdì 20 Ottobre 2017, nella capitale d’Italia ROMA, di cui non vi anticipo altro….
ROMA - Si è appena chiuso il terzo incontro culturale della Rassegna Tra Le Mie Righe” (Teatro, Letteratura, Musica, Rime) da Nord a Sud, in una delle centralissime arterie di Roma: via Piave. Ad ospitare l’evento è stata la Libreria Mondadori Via Piave, che ha visto la partecipazione di ospiti illustri come il prof. dott. Antonio Popolizio, noto psicologo e psicoterapeuta di Roma, presidente onorario Gruppo Cenpis (Ente Nazionale di Valorizzazione del Talento e Promozione della Qualità di Vita), presidente e direttore Cenpis Orion (Centro di Psicologia e Psicosomatica), vincitore del “Leone d’oro alla Carriera” al Gran Premio Internazionale di Venezia, e personaggio RAI. Dopo i saluti e l’introduzione della giornalista Rosa Leone, il prof. Popolizio ha relazionato a lungo sul tema principale del romanzo autobiografico “Ho imparato a gestire la pioggia d’estate” (Europa Edizioni), della scrittrice napoletana Elisabetta De Sio, che narra le vicende dei rapporti familiari stravolti dall’Alzheimer nel momento in cui colpisce uno dei componenti del nucleo di appartenenza: la madre. Dolore, emozioni, analisi di eventi drammatici che, nell’insieme, conducono l’autrice ad amalgamarsi con i fatti in pieno svolgimento. Apparentemente inerme, sconfitta dal male, riesce a destreggiarsi tra dovere domestico e ambiente professionale, costruendo una rete di affetti e solidarietà che si mostrerà utile sostegno per affrontare le inevitabili conseguenze della malattia. La De Sio, in questo romanzo, si dona al lettore, senza remore, trascinandolo all’interno della storia con composta commozione e lucida forza d’animo. Delinea un ritratto dei propri genitori mettendo a nudo pregi e difetti, da cui si evince un forte legame d’amore profondo che riesce a prevalere sull’atrocità degli eventi.
Il poliedrico attore di cinema, teatro, e tv, Claudio Lardo, ha scandito, con le letture di alcuni brani del libro, l’intervallare della serata tra i vari interventi. Poi, lo stesso attore ha rilasciato anche un’intervista nello “Spazio delle Interviste”, novità di questa appuntamento, curato dalla giornalista Rosa Leone e moderatrice dell’incontro.
Tu vieni da numerosi programmi e fiction RAI e Mediaset come “Un posto al sole“, “Il bello delle donne“, “La Squadra“, “Incantesimo“, “Grandi Domani“; e dalla nota trasmissione radiofonica “Ho perso il trend” su Radio RAI Uno, hai anche girato molti film, ricordiamo “Ladri di barzellette”, “La consegna”, “Guerra” di Antonello Novellino, “Lady Joya” ed altri, ma il tuo amore più grande resta il teatro?
E’ vero, come si dice “il primo amore non si scorda mai”! In effetti, fiction e cinema rispetto al teatro, pur essendo universi tra loro affini e contigui, sono di fatto sostanzialmente diversi, con dinamiche differenti e tecniche di recitazione specifiche. Il teatro ha una sua magia particolare data da tanti fattori: innanzitutto perché si tratta di performance dal vivo, dove non c’è possibilità di replica né di appello e dove gli attori riescono a percepire la presenza del pubblico e quindi a vivere e respirare empaticamente con le persone in sala.

23/10/17

RASSEGNA - "Santa Sofia in Santa Sofia", fra gli ospiti Mariano Rigillo per la "Lectura Dantis"

Ciclo di conferenze e di concerti d'autore per la rassegna che parte il 29 ottobre

di Maria Ricca

BENEVENTO - Sarà  la presenza di Mariano Rigillo, con Anna Teresa Rossini, domenica 19 novembre alle 19, nella Chiesa di Santa Sofia, l’appuntamento di punta della rassegna “Santa Sofia in Santa Sofia”, presentata questa mattina a Palazzo Mosti. Gli eventi si svolgeranno nella Chiesa longobarda, e poi in San Vittorino, al Museo del Sannio, e alla Biblioteca provinciale. Toccherà all’attore partenopeo la “Lectura Dantis”, dopo la relazione sui “Due terremoti di Benevento: 989 e 1125”,  a cura di Marcello Rotili. Una lettura che, evolvendosi verso una vera e propria performance di carattere teatrale, offrirà tensione drammatica al tessuto poetico.  Alla presentazione di stamani sono intervenuti il  Direttore del Conservatorio Nicola Sala, Giuseppe Ilario, Il professore Emiliano Marchiso per l’Unifortunato,  Maria De Feo per la Prefettura, il sindaco Mastella, la presidente dell’associazione Amici dell’Accademia, Maria Buonaguro, il presidente onorario dell’Accademia Giovanni Cardona Albini, il presidente Salvatore Palladino, il consulente scientifico Marcello Rotili, il direttore artistico Marcella Parziale.  Gli spettacoli, che coinvolgeranno giovani musicisti del’Accademia, saranno tutti gratuiti e copriranno tutta la stagione dall’autunno alla primavera prossima.

Ecco il programma:

22/10/17

TEATRO - “Amore mio ti odio”: Sateriale e Mariani aprono la stagione al Cilindro Nero

di Emilio Spiniello

S. GIORGIO DEL SANNIO (BN) - “Amore mio ti odio”, con Angelo Sateriale e Claudia Mariani, è lo spettacolo che ha inaugurato la nuova stagione teatrale “Cilindro Nero” a San Giorgio del Sannio, organizzata dall’Associazione Cicolocchio, con la collaborazione di UnipolSai Subagenzia Gianluca Boniello e con il patrocinio del Comune. In scena una crisi di coppia, dove tutto non è come sembra o appare. Troviamo Alberto e Lisa, da 15 anni insieme. Lui è uno scrittore di romanzi polizieschi, che ama dipingere e “teorizzare”: questo almeno è ciò che dice lei al suo amato, il quale ha perso la memoria dopo uno strano incidente domestico. Alberto, sempre col pensiero di evadere da quella monotonia di coppia, chiede alla compagna di ricostruirgli la sua vita, visto che lui ha dimenticato tutto(?). Diffidenza e gelosia caratterizzano questo rapporto dove non mancano i colpi di scena. Lei lo descrive come “uomo geloso che nel contempo guarda le donne più giovani e che soffre di un complesso di inferiorità nei suoi riguardi per via delle diverse origini sociali”. Alberto invece, a poco poco, riprende la memoria e sa bene che quel fatidico “incidente domestico”, è andato diversamente. Infatti, era stata lei ubriaca, a tentare di ucciderlo con un ferro da stiro, nel mentre stava per lasciarlo, stufa di un rapporto che non andava più da tempo. “Amore mio ti odio” è il romanzo scritto ed adorato da lui, ma detestato da lei. In quel volume il nostro scrittore descrive la vita coniugale in maniera altamente negativa: un presagio del suo pensiero reale sull’amore. Lui spiega di aver utilizzato la finta o mezza amnesia per scoprire le motivazioni dell’odio di sua moglie nei suoi confronti, quindi ha mentito per giungere alla verità. Lisa aveva creato a parole l’uomo su misura, giustificando le sue azioni con la forte gelosia e la paura di perderlo. Un desiderio logorato che ha portato all’incrinarsi di un amore, che però c’è ed è ancora vivo. Ognuno dei due ha fatto il proprio gioco per far uscire l’altro allo scoperto. “Ti amo, malgrado tutto”, è la frase simbolo di una nuova fiamma d’amore, consapevoli dei difetti di entrambi. Prossimo appuntamento il 5 novembre prossimo, alle 18.00, con la commedia “Diamoci del tè”, con Alessandro Giova, Valerio De Angelis e Maria Elisa Barontini.



19/10/17

TEATRO - "GioVEDIAMOCi", il cabaret ed i personaggi dei "Villa PerBene" al Magnifico Visbaal

di Emilio Spiniello


Al Magnifico Visbaal Teatro di Benevento è iniziata la rassegna di cabaret “GioVediamoci”, curata da Giovanni Perfetto.

A calcare la scena per il primo appuntamento con le risate sono stati i “Villa PerBene”, il trio comico salernitano formato da Chicco Paglionico, Francesco d'Antonio e Andrea Monetti.

A presentare gli ospiti Giovanni Perfetto e Peppe Fonzo.
Apertura in musica, con la chitarra, attraverso le canzoni più note, storpiate miseramente.

Francesco D’Antonio ci ha raccontato le disavventure di un ragazzo come tanti, abituato alle attenzioni materne, fino a quando non abbandona il tetto familiare per costruirsi un futuro ed essere autonomo. Paglionico ha “interrotto” il collega per interpretare uno strambo uomo cilentano, tutto dialetto e lamentele per la dura vita del condominio.
E ancora le “mandrie” di famiglie, con papà e mariti annoiati o svogliati, a far spesa all’Ikea, fidandoci delle parole dette da Paglionico, il quale, oltre ad essere comico, è proprio un dipendente del noto marchio. Ha riproposto le domande impossibili e assurde dei clienti.A seguire Andrea Monetti, un sacerdote anticonvenzionale di provincia, con dei modi bruschi e violenti, da far invidia ai peggiori mafiosi.

18/10/17

LIBRI - Elisabetta De Sio e "Tra Le Mie Righe" del Grè, il 20 ottobre a Roma, per "Ho imparato a gestire la pioggia d'estate"

La Rassegna “Tra Le Mie Righe” (Teatro, Letteratura, Musica,Rime)da Nord a Sud, sbarca nella capitale. Venerdì 20 ottobre,alle ore 18.00, presso la Libreria “Mondadori Via Piave”, in via Piave n° 18, Roma, si terrà il terzo appuntamento della kermesse dedicato alla letteratura con la scrittrice partenopea Elisabetta De Sio (cugina dellenote sorelle De Sio: Giuliana e Teresa), che presenterà la sua ultima opera “Ho imparato a gestire la pioggia d’estate” (Europa Edizioni). La rassegna, sotto la direzione artistica di Rosa Leone, giornalista e presidente dell’Associazione ilGREcultura&comunicazionedi Benevento che la promuove sul territorio nazionale, con il coordinamento generale del vice presidente Gabriele Collarile, è patrocinata dalla prestigiosa Accademia d’Arte, Cultura & Società “Alfonso Grassi” di Salerno, dal Comune di Benevento, e dal Comune di Roma.

15/10/17

L'INCONTRO - Lo storico Mario Stranges all'Auser, per "La credulità popolare e le promesse elettorali"

Ancora una volta, giovedi scorso il Dr. Mario Stranges, socio dell'AUSER, ha tenuto desta l'attenzione dei numerosi presenti trattando una tematica di grandissimo interesse: "La credulità popolare e le promesse elettorali". In questa occasione, in veste di storico, ha spaziato in un'attenta e puntuale disamina di come, dal passato ad oggi, le promesse elettorali abbiano rappresentato e tuttora rappresentino uno strumento che i politici usano per accattivarsi consensi e simpatie da parte del corpo elettorale. Eppure dovremmo essere tutti avvezzi a tale tipologia di messaggio e quindi impermeabili alla pioggia di benefici e vantaggi che ci vengono, a cadenza regolare,fatti balenare o addirittura presentati come già disponibili per un miglioramento della qualità delle nostre vite.

TEATRO - Torna il "Magnifico Visbaal" , tra nostalgia e voglia di ripartire. "Fosco"- Peppe Fonzo fa il pieno di applausi

Il 19 ottobre arriva "GioVEDIAMOCi", il cabaret di Giovanni Perfetto, con i "Villa per Bene"


di Emilio Spiniello

BENEVENTO - È tornato il Magnifico Visbaal ed il suo teatro. A due anni dalla tremenda alluvione che fermò l’attività della compagnia di Peppe Fonzo, quest’ultimo riprende da dove era rimasto, in un luogo nuovo, la sede di via Fimbrio al rione Triggio. Ed è un tripudio di spettatori, oltre 70, ad applaudire l’attore beneventano nella sua produzione tanto apprezzata, “Fosco (storia de nu matto)”, accompagnato alla fisarmonica dal musicista Flavio Feleppa. È la storia dello scemo del villaggio, che fa ridere tutti. Pensa soltanto a lavorare, assieme al suo fidato asino pigrone, “u ciucciariello Peppino”.